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In questo numero...
Newsletter n. 4 - 30/07/2010

Editoriale
Contratto di consumo europeo: le nuove mosse della Commissione Europea (592)
Francesco Greco, Avvocato del Foro di Bologna, membro di consumerlaw

A tutto privacy
NEWS IN BREVE SULLA PRIVACY (37)
Alessandra Delli Ponti, avvocato del Foro di Bologna

Banche
Ma la mia banca é differente? (33)
Daniela Lorizzo Barberini, Banking Trainer

Bollette
ENI incontra le Associazioni dei Consumatori: Workshop del 20.05.2010 (40)
Silvia Borrini, consulente legale Unc

I contratti del consumatore
Il credito al consumo: Le disposizioni a tutela del consumatore. (95)
Remo Gherardini, avvocato del Foro di Bologna, consulente legale Unc, membro di Consumerlaw

I contratti del consumatore
I PERICOLI DELLA CARTA DI CREDITO: Come difendersi dagli attacchi alla nostra carta di credito (38)
Rag. Dapporto Massimiliano, Consulente UNC

Notizie dall`UNC
Terra Futura 2010 (56)
Gian Piero Granieri, area stampa Unc

Sicurezza e Qualita` dei Prodotti
L'ETICHETTATURA DEI PRODOTTI TESSILI (33)
Silvia Borrini, consulente legale Unc

Sicurezza e Qualita` dei Prodotti
PRODOTTI DIFETTOSI: LE TUTELE DEL CONSUMATORE (84)
Alessandra Delli Ponti, avvocato del Foro di Bologna


Unione Nazionale Consumatori

Versione stampabileEditoriale
Contratto di consumo europeo: le nuove mosse della Commissione Europea (592)
Francesco Greco, Avvocato del Foro di Bologna, membro di consumerlaw
europaLa Commissione Europea ha istituito un ‘gruppo di esperti’ di diritto contrattuale al fine di creare un 'Quadro comune di riferimento' per una revisione della legislazione sul contratto di consumo. La prima riunione del gruppo si e' svolta il 24 Maggio 2010. L’intento Ë quello di creare un nuovo regime giuridico al fine di incrementare la quantita' di scambi transfrontalieri all'interno del territorio Europeo.
“ Il gruppo – dichiara la Commissione -  riunisce accademici, tra cui docenti provenienti delle Universita' di Oxford, Warwick ed Edimburgo, ma anche persone quotidianamente coinvolte nella pratica del diritto dei contratti, come avvocati, notai, consumatori e rappresentanti delle imprese ".
Il lavoro del gruppo terminera' con la  predisposizione di un testo di facile lettura che seguira' il ciclo di vita del contratto – dagli obblighi pre-contrattuali alla scrittura di un contratto, e dai rimedi per l'inadempimento fino alle conseguenze della risoluzione di un contratto ".
Nel corso dell'estate verranno successivamente proposti importanti cambiamenti che saranno oggetto di una consultazione prevista per l’inizio del prossimo anno.
Per chi e' ancora spaventato dall’acquisto di un prodotto online, per chi nutre dubbi sulle clausole di vendita previste dalla legislazione degli altri Stati Europei, potrebbe essere in arrivo una vera e propria semplificazione.
La  nuova legislazione del diritto contrattuale potra' essere scelta dai consumatori in alternativa al  diritto nazionale. "La soluzione potrebbe essere un diritto contrattuale europeo ‘facoltativo’ (O sistema '28 ') ". Un rivenditore irlandese, ad esempio, in affari con un fornitore francese, potrebbe non avere la padronanza del diritto in vigore nel Paese del cliente. I contraenti potrebbero finalmente avere la possibilit‡ di optare per l’utilizzo del diritto contrattuale europeo. O ancora, un consumatore polacco che compie acquisti su Internet, potrebbe selezionare direttamente sul sito web su cui opera, l’opzione ‘diritto contrattuale europeo’, che gli garantirebbe un elevato livello di tutela. "
“ La Commissione sta dunque lavorando”- si legge in una nota - “ per orientare le scelte verso il mercato unico  in accordo con la Strategia Europa 2020”.
Il Commissario UE per la giustizia, i diritti fondamentali e la cittadinanza, Viviane Reding, ha dichiarato di sostenere pienamente la creazione del sistema 28. "Le relazioni tra business e consumatori – ha dichiarato - sono rese difficili dalle presenza di 27 differenti regimi giuridici. "Questo significa, ad esempio, che il consumatore potrebbe essere rimborsato in uno dei 27 Paesi in un tempo di 15 giorni a seguito della restituzione di un prodotto difettoso, mentre, in un altro Stato Europeo, potrebbe essere costretto ad attendere fino a tre mesi per ottenere lo stesso tipo di rimborso.
"Il diritto contrattuale europeo,” sostiene, “dovrebbe esistere in maniera parallela ai diritti contrattuali nazionali, garantendo termini e condizioni standard ". "Gli Stati Uniti hanno iniziato proprio con la creazione di un codice commerciale uniforme per poi divenire un'economia globalmente competitiva. Perche' dunque non creare un codice europeo  anche per il nostro mercato unico?"

Realizzato con la collaborazione di Gian Piero Granieri, Area Stampa Unc




Francesco Greco, Avvocato del Foro di Bologna, membro di consumerlaw