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In questo numero...
Newsletter n. 3 - 30/09/2005

Editoriale
UNISCITI A NOI: ASSOCIATI (1501)
Francesco Greco, Avvocato del Foro di Bologna, membro di consumerlaw

Unione Europea e Consumatori
OGM E COESISTENZA (660)
Cecilia Odone, Consulente in diritto comunitario

Unione Europea e Consumatori
IN BREVE (543)
Cecilia Odone, Consulente in diritto comunitario

I contratti del consumatore
LA NUOVA DISCIPLINA SULLA VENDITA DEI BENI DI CONSUMO: (1063)
Alessandro Drei, Avvocato del Foro di Ravenna, membro di Consumerlaw

I contratti del consumatore
LA NUOVA DISCIPLINA SULLA VENDITA DEI BENI DI CONSUMO: (1000)
Alessandro Drei, Avvocato del Foro di Ravenna, membro di Consumerlaw

I contratti del consumatore
GARANZIE PER CHI ACQUISTA UN BENE IMMOBILE IN FASE DI COSTRUZIONE. (1136)
Elena Benedusi, Avvocato del Foro di Bologna

A tutto privacy
BREVI NOTIZIE SULLA TUTELA DELLA PRIVACY (656)
Alessandra Delli Ponti, avvocato del Foro di Bologna

Sicurezza e Qualita` dei Prodotti
LA RESPONSABILITÀ DELL’IMPORTATORE DI PRODOTTI MARCATI CE. (2486)
Alessandra Delli Ponti, avvocato del Foro di Bologna

Notizie dall`UNC
NOTIZIE DALL’UNC (832)
Alessandro Drei, Avvocato del Foro di Ravenna, membro di Consumerlaw

Riforma del processo civile
COME CAMBIERANNO ATP E CTU NEL FUTURO GIUDIZIO CIVILE (4501)
Francesco Greco, Avvocato del Foro di Bologna, membro di consumerlaw


Unione Nazionale Consumatori

Versione stampabileI contratti del consumatore
LA NUOVA DISCIPLINA SULLA VENDITA DEI BENI DI CONSUMO: (1063)
Alessandro Drei, Avvocato del Foro di Ravenna, membro di Consumerlaw

Nuovo appuntamento con la rubrica “I contratti del Consumatore”, che anche in questo numero è dedicata al tema della garanzia sulla vendita dei beni di consumo, la cui disciplina, come già detto, è stata assorbita nel nuovo Codice del Consumo agli artt. 128 – 135, con espressa abrogazione degli artt. 1519 bis e seguenti del Codice civile.

L’art. 129, rubricato “Conformità al contratto”, detta alcuni principi cardine della nuova disciplina.

Ai sensi del primo comma il venditore ha l’obbligo di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita.

Il giudizio di conformità si svolge sulla base di precisi parametri dettati dal legislatore, e precisamente i beni si presumono conformi al contratto se, ove pertinenti, coesistono le seguenti circostanze:

a) Sono idonei all’uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo;

b) Sono conformi alla descrizione fatta dal venditore e possiedono le qualità del bene che il venditore ha presentato al consumatore come campione o modello;

c) Possiedono le qualità e le prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo, che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto della natura del bene, delle dichiarazioni pubbliche sulle caratteristiche specifiche fatte dal venditore, dal produttore, agente o rappresentante, nella pubblicità o sull’etichettatura;

d) Sono idonei all’uso particolare voluto dal consumatore, che sia stato da questi portato a conoscenza del venditore al momento della conclusione del contratto e che il venditore abbia accettato anche per fatti concludenti.

L’elenco ha carattere cumulativo, e conseguentemente il venir meno di una sola delle circostanze determina la non conformità del bene, indipendentemente dalla sua gravità.

Va segnalato che alcune delle menzionate circostanze hanno carattere oggettivo (idoneità all’uso, qualità e prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo), mentre altre hanno carattere soggettivo (qualità promesse dal venditore, dichiarazioni pubbliche sulle caratteristiche, pubblicità, etichettatura), costituendo una serie di parametri presuntivi esterni alla singola dinamica contrattuale di acquisto del bene di consumo.

Una prima innovazione portata dalla nuova disciplina rispetto alla disciplina generale della vendita è data dalla nozione di conformità al contratto, che pare ricomprendere l’assenza di vizi della cosa (art. 1490 c.c.), la presenza delle qualità essenziali all’uso a cui la cosa è destinata, la presenza delle qualità promesse (art. 1497 c.c.) già presenti nella disciplina generale della vendita, e l’assenza di vizi di cui alla disciplina del contratto di appalto ed opera alla quale si estende (artt. 1667 e 2226 c.c.), così risolvendo non poche discussioni ancora oggi presenti in dottrina in tema di contratto di vendita.

In tema di pubblicità, per cogliere la vera portata dell’innovazione, basti pensare che se il messaggio prende in considerazione le caratteristiche del prodotto la legge impone che la pubblicità debba essere onesta, palese, veritiera e corretta. Ne consegue che, in caso di pubblicità ingannevole ben potrà il consumatore azionare la nuova disciplina a propria tutela nei confronti del venditore.

Una seconda innovazione è costituita dall’introduzione in capo al venditore dell’obbligo di “consegnare” al consumatore beni conformi, segnando così un ulteriore momento giuridicamente rilevante oltre a quello in cui avviene la manifestazione del consenso. In base alla nuova disciplina il venditore risponde anche nel caso in cui il difetto di conformità si verifichi successivamente al consenso, ma prima della consegna del bene al consumatore.

L’art. 129 stabilisce infine alcuni casi in cui il venditore è esonerato da responsabilità, e in particolare se, al momento della conclusione del contratto, il consumatore era a conoscenza del difetto o non poteva ignorarlo con l’ordinaria diligenza, o se il venditore dimostra che non era a conoscenza della dichiarazione pubblica e non poteva conoscerla con l’ordinaria diligenza, o ancora se la dichiarazione è stata adeguatamente corretta prima della conclusione del contratto, o nel caso in cui la decisione di acquistare il bene non è stata influenzata dalla dichiarazione pubblica.


Codice del Consumo

Parte Quarta (Sicurezza e Qualità)

Titolo III (Garanzia legale di conformità e garanzie commerciali per i beni di consumo)

Capo I (Della vendita dei beni di consumo).

Art. 129

(Conformità al contratto)

1. Il venditore ha l’obbligo di consegnare al consumatore beni conformi al contratto di vendita.

2. Si presume che i beni di consumo siano conformi al contratto se, ove pertinenti, coesistono le seguenti circostanze:

a) sono idonei all’uso al quale servono abitualmente beni dello stesso tipo;

b) sono conformi alla descrizione fatta dal venditore e possiedono le qualità del bene che il venditore ha presentato al consumatore come campione o modello;

c) presentano la qualità e le prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo, che il consumatore può ragionevolmente aspettarsi, tenuto conto della natura del bene e, se del caso, delle dichiarazioni pubbliche sulle caratteristiche specifiche dei beni fatte al riguardo dal venditore, dal produttore o dal suo agente o rappresentante, in particolare nella pubblicità o sull’etichettatura;

d) sono altresì idonei all’uso particolare voluto dal consumatore e che sia stato da questi portato a conoscenza del venditore al momento della conclusione del contratto e che il venditore abbia accettato anche per fatti concludenti.

3. Non vi è difetto di conformità se, al momento della conclusione del contratto, il consumatore era a conoscenza del difetto non poteva ignorarlo con l’ordinaria diligenza o se il difetto di conformità deriva da istruzioni o materiali forniti dal consumatore.

4. Il venditore non è vincolato dalle dichiarazioni pubbliche di cui al comma 2, lettera c), quando, in via anche alternativa, dimostra che:

a) non era a conoscenza della dichiarazione e non poteva conoscerla con l’ordinaria diligenza;

b) la dichiarazione è stata adeguatamente corretta entro il momento della conclusione del contratto in modo da essere conoscibile al consumatore;

c) la decisione di acquistare il bene di consumo non è stata influenzata dalla dichiarazione.

5. Il difetto di conformità che deriva dall’imperfetta installazione del bene di consumo è equiparato al difetto di conformità del bene quando l’installazione è compresa nel contratto di vendita ed è stata effettuata dal venditore o sotto la sua responsabilità. Tale equiparazione si applica anche nel caso in cui il prodotto, concepito per essere installato dal consumatore, sia da questo installato in modo non corretto a causa di una carenza delle istruzioni di installazione.

Ricordiamo che il testo del Codice del Consumo approvato dal Consiglio dei Ministri è scaricabile a fondo pagina sul sito del CNCU al seguente link www.tuttoconsumatori.it/archivio/2005/07/approvato_il_co_3.shtml





Alessandro Drei, Avvocato del Foro di Ravenna, membro di Consumerlaw